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Basic Info
Gianluca Balocco
Balocco, Gianluca (Verona, Italy 1964).
Artista, Fotografo, Scrittore, Architetto.
Lavoro come Artista e Fotografo dal 1980, come Architetto dal 1988, come Scrittore dal 1991, (pubblico dal 2004). I miei lavori e le mie installazioni sono realizzate con mezzi fotografici e video.

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La ricerca
Mi sono sempre interessato all'aspetto psicologico e psichico dell'uomo. Mi interessa tutto ciò che parla di mente, pensiero, relazioni inconsce, di filosofia e sociologia. Mi interessa l'uomo e il suo legame con le icone. Mi piace pensare alla ritualità, come a un vuoto che abbiamo bisogno di colmare prima da soli e poi tutti insieme (Gordon Lawrence - Social Dreaming). Le immagini che affollano la nostra mente ci condizionano e noi condizioniamo loro con le nostre personali distorsioni, con gli inevitabili errori di lettura, le visioni visionarie e proiezioni interiori. Qualunque cervello cerca, divora e produce immagini senza sosta. Tuttavia in questo affollamento ritroviamo un magico senso di appartenenza, il piacere del caos e del divenire, l'amore per la perfezione e l'imperfezione, l'idea della Storia e del Tempo che passa e non passa. Ma soprattutto la bellezza del vuoto e dello spazio.

Sto lavorando sul funzionamento del cervello. Lo uso come una scatola in cui combino le proiezioni personali tratte dal caso e con una progettualità work-in-progress. Prendo atto della frequenza del pensiero passivo. Le immagini che ne derivano vengono dall'esterno passano nella mia mente con associazioni di tipo diverso. Vedere per il mio (nostro) cervello significa rivivere e sperimentare ciò che è fuori di noi. Le immagini interne sono frutto di pensieri automatici e di esperienze mentali indirette come viene testimoniato dalle recenti scoperte e testimonianze sull'attività dei neuroni a specchio.

I neuroni specchio sono una classe di neuroni prima scoperti nelle scimmie poi nell'uomo.
I neuroni a specchio si attivano sulle azioni degli altri facendoci rivivere e replicare i movimenti e le attività che i nostri sensi percepiscono. La ricerca scientifica ha dimostrato che tali neuroni sono attivati anche nei portatori di amputazioni o plegie degli arti e in soggetti ipovedenti o ciechi.

Collego questo tipo di ricerca alle esperienze del "Social dreaming" di Gordon Lawrence.
I sogni valicano il limite del personale e diventano sociali. Si può sognare socialmente. Si può sentire ed agire socialmente. Le azioni degli altri ci riguardano sia nella sfera empirica conscia con i neuroni a specchio che in quella inconscia.

Il social dreaming ha lunghissima storia. L'usanza di narrare sogni in un collettivo è antica quanto il senso di aggregazione dell'uomo.

Link::

http://it.wikipedia.org/wiki/...ella_mente
http://it.wikipedia.org/wiki/...i_specchio
http://www.asia.it/adon.pl?ac...c&doc=1806
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Mirror neuron
From Wikipedia, the free encyclopedia

A mirror neuron is a neuron that fires both when an animal acts and when the animal observes the same action performed by another. Thus, the neuron "mirrors" the behavior of the other, as though the observer were itself acting. Such neurons have been directly observed in primate and other species including birds. In humans, brain activity consistent with that of mirror neurons has been found in the premotor cortex, the supplementary motor area, the primary somatosensory cortex and the inferior parietal cortex.
The function of the mirror system is a subject of much speculation. Many researchers in cognitive neuroscience and cognitive psychology consider that this system provides the physiological mechanism for the perception action coupling (see the common coding theory). They argue that mirror neurons may be important for understanding the actions of other people, and for learning new skills by imitation. Some researchers also speculate that mirror systems may simulate observed actions, and thus contribute to theory of mind skills, while others relate mirror neurons to language abilities.[6] Neuroscientists such as Marco Iacoboni (UCLA) have argued that mirror neuron systems in the human brain help us understand the actions and intentions of other people. In a study published in March 2005 Iacoboni and his colleagues reported that mirror neurons could discern if another person who was picking up a cup of tea planned to drink from it or clear it from the table. In addition, Iacoboni has argued that mirror neurons are the neural basis of the human capacity for emotions such as empathy.

It has also been proposed that problems with the mirror neuron system may underlie cognitive disorders, particularly autism. However the connection between mirror neuron dysfunction and autism is tentative and it remains to be seen how mirror neurons may be related to many of the important characteristics of autism.

Despite the excitement generated by these findings, to date, no widely accepted neural or computational models have been put forward to describe how mirror neuron activity supports cognitive functions such as imitation. There are neuroscientists such as Greg Hickok (UC Irvine) and Cecilia Heyes (Oxford) who caution that the claims being made for the role of mirror neurons are not supported by adequate research.

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Cenni biografici
All'inizio degli anni '80 studio fotografia e oriento la mia ricerca artistica a questo mezzo. Pur avendo studiato tecnica fotografica in questi anni, considero la fotografia come un espediente, un mezzo rapido che replica l'occhio e la nostra mente. Nei primi lavori degli anni 80 dell'immagine fotografica resta una semplice traccia visiva e in questo periodo utilizzo la macchina fotografica come un semplice strumento di rilevamento ottico. Sono di questo periodo le serie fotografiche ed installazioni di fotografie trasformate in traccia materica.
Le "foto-tracce" come immagini pittoriche derivano da un'immagine fotografica originaria trasformata in traccia materica di soli pigmenti e polvere di gesso.

Negli anni 90 la ricerca fotografica e video apre un capitolo importante per me sull'indagine della mente del singolo individuo: fotografare la mente come contenitore della memoria collettiva. I nostri pensieri derivano dalle immagini e si traducono in stati emotivi e mnemonici comuni a tutti. Le immagini fisse dei gruppi di persone creano un collegamento tra la visione fotografica esterna e l'immagine mentale dei singoli appartenenti al gruppo. Viaggio senza passaporto è ispirato alle teorie Bioniane del rapporto tra memoria ed emozioni. Nel 1993 presento alla XLV Biennale di Venezia il risultato del mio lavoro con un'installazione fotografica e video. L'opera deriva da un’esperienza di 3 mesi di studio realizzata con un gruppo di 20 donne lungodegenti di un ospedale psichiatrico. Qualche anno dopo realizzerò un'esperienza simile con un gruppo di Poeti di Marsiglia presentata nel museo d'Arte Moderna di Marsiglia.
Tra le expo principali di questi anni ci sono il Museo per l’Arte Contemporanea di Umbertide, Mistero e Mito nei musei Fukuyama Museum of Art, Chiba Prefectural Museum of Art, The Museum of Art - Kockhi, Ilda City Museum. Museo Correr Venezia - Cinque Stanze tra arte e depressione (A.Bonito Oliva). Nel 1995, in collaborazione con alcuni psicoanalisti, inizio una nuova ricerca in cui tratto l'immagine fotografica come oggetto mentale di un “pensiero collettivo”. Nel 1996, mi avvicino alle teorie di Wilfred Bion e di Gerald Edelmann. In questi anni partecipo a Congressi Nazionali di Psicanalisi.
Nel 1997 sono invitato a realizzare un'installazione al Lingotto di Torino per il Centenario della nascita di Bion. Da allora l'oggetto irrinunciabile del mio lavoro è l’uomo nella dimensione fisica di corpo contenitore e di “mente estesa”. Tra i cortometraggi girati nel corso degli anni ’90 ci sono The Tube (1994), I poeti non fanno ombra (1995), Brain Beat (1995), Rapid Eyes Movements (1996), Twenty Five Thousand Days (1996), October (1997).
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